viviamo in un periodo che fa male, segnato da guerre, violenze, inimicizie. Lo vediamo in Terra Santa, in Iran e anche vicino a noi, in Ucraina.
Il mese scorso, la Conferenza Episcopale Italiana ha proposto una giornata di digiuno per la pace.
E io penso che ogni giorno possa diventare un’occasione per fare digiuno per la pace.
Un digiuno dalle parole che feriscono, dai pregiudizi, dalle estremizzazioni. Dal considerare l’altro come un nemico.
Francesco d’Assisi ce lo aveva già detto. Nella sua Ammonizione XV, scriveva:
“Beati i pacifici, poiché saranno chiamati Figli di Dio. Sono veri pacifici quelli che di tutte le cose che sopportano in questo mondo, per amore del Signore nostro Gesù Cristo, conservano la pace nell’anima e nel corpo”
Ammonizione XV San Francesco d'Assisi
Essere operatori di pace non è una cosa grande e lontana. Comincia da noi e dai gesti che facciamo ogni giorno.
Eppure, se mi guardo intorno, a volte sembra che prevalga un’altra logica. E come ha detto Papa Leone, la forza rischia di diventare l’unico linguaggio.
E allora mi chiedo: dove sono finite le scintille di pace?
La guerra non è mai una vittoria, nemmeno per chi pensa di aver vinto.
Perché quando un fratello alza le mani su un altro fratello, perdiamo tutti. Dopo restano macerie, povertà, odio e ferite che preparano il terreno a nuove divisioni.
E succede che la vita umana perde valore e l’odio inquina il corpo e il cuore.
Per questo continuo a pensare che serve pregare e digiunare.
Perché qualcosa può cambiare, anche quando sembra impossibile.
Io non mi arrendo all’odio e sono sicuro che, in fondo, non lo fai neanche tu .
Mentre scrivevo questa email, mi sono ricordato dell’incontro a cui sono stato invitato qualche tempo fa dall'assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, per parlare ancora di pace.
Tra gli interlocutori c’era anche il Card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, che ha portato la sua testimonianza molto forte dalla Terra Santa.
Ti lascio il video qui sotto, è un piccolo estratto dell’incontro:
Come dico anche nel video, c’è una pace che nasce dal basso ed è quella che nasce dai nostri cuori.
Continuiamo a coltivarla.
Buona settimana e a lunedì prossimo

don Matteo Zuppi


