Questa cappella è dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Al centro è posta un’antica statua devozionale di cartapesta, segno di una pietà semplice e popolare che nel tempo ha alimentato la fede di molti.
Intorno alla statua si dispongono diversi dipinti, ciascuno dedicato a un episodio della vita di Gesù o a un gesto di misericordia. Tutte le immagini sono unite da un unico filo conduttore: l’Amore misericordioso di Cristo per l’umanità. Per questo, la cappella può essere chiamata anche Cappella della Misericordia.
Nella parte superiore è raffigurata la crocifissione di Gesù, il culmine della sua offerta d’amore per gli uomini. Si distinguono le tre croci sul Golgota, comprese quella del malfattore che riceve il perdono di Gesù in punto di morte. Da queste croci si irradia una luce che si trasforma in spiga di grano e grappolo d’uva, simboli eucaristici attraverso i quali l’Amore di Dio continua a donarsi.
A sinistra, il centurione trafigge con la lancia il fianco di Cristo, dal quale scaturiscono sangue e acqua, mentre alcuni angeli si apprestano a raccogliere quel dono nei calici, segno della grazia che si riversa sul mondo.
Attorno alla statua, altre scene raccontano la misericordia operata da Gesù.
A sinistra, l’episodio con la peccatrice perdonata mostra Gesù che accoglie la donna pentita e le dice con dolcezza: “Donna, ti sono perdonati i tuoi peccati”.
A destra è rappresentata l’Ultima Cena, mistero centrale della fede: Gesù istituisce l’Eucarestia, annuncia il dono del suo corpo e del suo sangue per la salvezza del mondo e, lavando i piedi ai discepoli, insegna il servizio e l'umiltà.
Nella parte inferiore si trovano due importanti parabole della misericordia: a sinistra, quella del Padre Misericordioso che accoglie il figlio pentito con un grande abbraccio di perdono e a destra, la parabola del Buon Samaritano mostra l'uomo che si china sul sofferente e si prende cura di lui.
Tra queste scene, emerge un volto noto e contemporaneo: quello di Madre Teresa di Calcutta, segno della misericordia, esempio di carità concreta e di amore operoso verso i più deboli.
Tutte queste immagini non sono isolate, ma dialogano tra loro: in continuità, senza confini rigidi, per raccontare un unico messaggio che attraversa la Storia della Salvezza: la Misericordia di Dio che si fa carne, gesto, sguardo e tenerezza.