La gloria che trasfigura la fede
Entrando in chiesa lo sguardo è subito attratto dal grande dipinto che domina l’abside. Un vortice di colori e di luce racconta il momento della Trasfigurazione di Gesù sul Monte Tabor – La gloria che trasfigura la fede.
Al centro di questa composizione, Gesù appare con vesti candide e sfolgoranti; dietro al suo capo, una nube luminosa e rassicurante esprime il suo legame con il Padre (rappresentato sopra il presbiterio da un occhio) e con lo Spirito Santo (raffigurato nella volta che separa il presbiterio dall’abside).
Ai piedi di Gesù, i tre discepoli, Pietro, Giovanni e Giacomo, sono colti nello stupore e nel timore: si chinano a terra, abbagliati da tanta gloria.
Sulla sinistra si distinguono Mosè ed Elia che parlano con Cristo del suo “esodo”, il compimento della missione a Gerusalemme. Le loro figure sono riprese nei lati del transetto richiamando le tende che Pietro desiderava costruire per trattenere quel momento di grazia.
Il vortice di nubi dietro il capo di Cristo sembra uscire dal dipinto e diffondersi in tutta la chiesa: lo si ritrova nell’arco sopra il presbiterio, lungo le colonne e nelle cappelle laterali. È un vento che richiama il soffio dello Spirito Santo che lega e opera in ogni evento della storia, impossibile da racchiudere in un solo evento.
La progettazione del dipinto della Trasfigurazione da inserire nell’abside è stato oggetto di lunghe e profonde riflessioni artistiche e teologiche. La prima versione, spedita via fax il 31 gennaio 1997, e diversi bozzetti preparatori intermedi, risultano molto diversi dalla soluzione scelta alla fine.
Ecco qualche esempio
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Sopra alla porta di ingresso, tre vetrate gialle diffondono una luce calda e accogliente.
Sotto di esse, una grande tela raffigura il primo segno di Cristo: la trasformazione dell’acqua in vino alle Nozze di Cana. Un dettaglio nell’angolo in alto a sinistra rimanda all’Ultima Cena, creando un ponte simbolico tra l’inizio e il compimento della missione di Cristo.