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    Home » Parrocchia della Beata Vergine del Rosario di Calderino » Visita guidata » Introduzione

Introduzione

Chiesa della Beata Vergine del Rosario

Storia della chiesa

Il decreto costitutivo (leggilo qui) e fondativo della parrocchia della Beata Vergine del Rosario, firmato dal cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca, porta la data del 28 agosto 1947.La parrocchia viene costituita come stralcio dalla parrocchia di Amola ed altre entità minori a motivo dell’aumento della popolazione nei borghi a valle.

Progettista della chiesa è stato l’ing. Pietro Bolognesi.
Nel progetto originale era previsto anche un campanile che poi non è stato realizzato.

I lavori di costruzione della chiesa iniziarono solo 9 anni dopo il decreto costitutivo, nell’agosto del 1956.
La prima pietra venne posta il 4 marzo 1957.

Fino al termine dei lavori, la parrocchia ha avuto sede provvisoria nella chiesa di proprietà di Pietro Bonazzi, dedicata alla Beata Vergine del Rosario e da questa prenderà il nome.

Il primo parroco fu don Novello Gherardini che la resse fino alla morte avvenuta il 26 ottobre 1981.

Edificio e altare vennero benedetti dal Cardinale Giacomo Lercaro il 21 dicembre 1957.

La chiesa è in stile neo-romanico, con pianta a croce latina commissa; l’esterno è in mattoni a vista con tre archi ciechi a tutto sesto nella facciata, il cui arco centrale inquadra il portale. I fianchi sono ciechi nella parte inferiore e finestrati in quella superiore. L’abside, con due monofore, è ribassata rispetto al corpo centrale della chiesa.

Tra il 1997 ed il 2000, il pittore russo Alexandre Chevel, su incarico e con il collaborativo supporto del parroco don Marino Tabellini, rivestì le pareti, precedentemente spoglie, con un ciclo pittorico di dipinti di notevole originalità, con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento. I dipinti ricoprono le pareti per circa 650 metri quadri.

Il 10 dicembre 2000 il Cardinale Giacomo Biffi ha consacrato la chiesa rinnovata e l’altare.

il 14 dicembre 2025 il Cardinale Matteo Zuppi ha celebrato una messa in occasione del 25° anniversario della dedicazione della chiesa e dei dipinti.

La Trasfigurazione del Signore

La gloria che trasfigura la fede

Entrando in chiesa lo sguardo è subito attratto dal grande dipinto che domina l’abside.  Un vortice di colori e di luce racconta il momento della Trasfigurazione di Gesù sul Monte Tabor – La gloria che trasfigura la fede.

Al centro di questa composizione, Gesù appare con vesti candide e sfolgoranti; dietro al suo capo, una nube luminosa e rassicurante esprime il suo legame con il Padre (rappresentato sopra il presbiterio da un occhio) e con lo Spirito Santo (raffigurato nella volta che separa il presbiterio dall’abside).

Ai piedi di Gesù, i tre discepoli, Pietro, Giovanni e Giacomo, sono colti nello stupore e nel timore: si chinano a terra, abbagliati da tanta gloria.

Sulla sinistra si distinguono Mosè ed Elia che parlano con Cristo del suo “esodo”, il compimento della missione a Gerusalemme. Le loro figure sono riprese nei lati del transetto richiamando le tende che Pietro desiderava costruire per trattenere quel momento di grazia.

Il vortice di nubi dietro il capo di Cristo sembra uscire dal dipinto e diffondersi in tutta la chiesa: lo si ritrova nell’arco sopra il presbiterio, lungo le colonne e nelle cappelle laterali. È un vento che richiama il soffio dello Spirito Santo che lega e opera in ogni evento della storia, impossibile da racchiudere in un solo evento.

La progettazione del dipinto della Trasfigurazione da inserire nell’abside è stato oggetto di lunghe e profonde riflessioni artistiche e teologiche. La prima versione, spedita via fax il 31 gennaio 1997, e diversi bozzetti preparatori intermedi, risultano molto diversi dalla soluzione scelta alla fine.
Ecco qualche esempio
.  . 

Sopra alla porta di ingresso, tre vetrate gialle diffondono una luce calda e accogliente.

Sotto di esse, una grande tela raffigura il primo segno di Cristo: la trasformazione dell’acqua in vino alle Nozze di Cana. Un dettaglio nell’angolo in alto a sinistra rimanda all’Ultima Cena, creando un ponte simbolico tra l’inizio e il compimento della missione di Cristo.

Riferimenti biblici

  • La Trasfigurazione: Luca 9, 28-36
  • Le Nozze di Cana: Giovanni, 2, 1-11

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